LA FABI FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI OGGI E’ IL SINDACATO PIU’ RAPPRESENTATIVO DEL SETTORE DEL CREDITO IN ITALIA

Oltre 90.000 lavoratori di tutti i livelli in ruolo presso Banche, Casse di Risparmio, Finanziarie, BCC, Concessionarie e Banca D’Italia, aderiscono alla FABI: la più grande forza libera dei bancari italiani.

E’ UN’ORGANIZZAZIONE APARTITICA MA NON APOLITICA.

L’articolo 2 dello Statuto della FABI dice chiaramente: “La sede della FABI è a Roma ma non può essere in comune con quelle di alcun partito”. La FABI è quindi, da sempre, completamente slegata da qualsiasi logica di partito buona o cattiva che essa sia. Tuttavia la FABI accoglie chiunque: tutte le idee politiche trovano grande rispetto, a qualunque cultura esse appartengano. La tessera che si ha in tasca non conta. Conta, piuttosto, la libertà di professare le proprie convinzioni liberamente.

E’ UN SINDACATO AUTONOMO MA NON CORPORATIVO.

La FABI è indipendente da forze governative o imprenditoriali , così come da partiti politici. Non ha obiettivi “ideologici da perseguire”. E’ prima di tutto, un sindacato libero di pensare e di agire nel modo migliore a difesa dei lavoratori. In secondo luogo è un sindacato con la capacità di cogliere la realtà nel suo insieme, senza chiudersi nell’isolamento corporativo.

E’ UN SINDACATO DEMOCRATICO MA NON DEMAGOGICO.

Tutte le cariche all’interno dell’Organizzazione sono elettive e a scrutinio segreto. Chiunque può essere eletto senza, per questo, dover ricorrere a schieramenti. Nel sindacato è vietata qualsiasi forma di corrente organizzata. Non ci sono maggioranze o minoranze precostituite. Il dibattito avviene con l’apporto e il contributo di ciascuno. Avviene tra componenti diversi e diverse prospettive di lavoro, che possono mutare liberamente con il variare del dibattito in corso.

E’ UNA GRANDE FORZA UNITARIA.

Tiene al confronto e alla collaborazione operativa con tutte le forze che operano nella società. La FABI, da sempre, ricerca l’unità di azione con gli altri sindacati, senza mai perdere di vista la propria capacità di elaborazione critica e strategica. Senza mai correre il rischio di conformismi e di appiattimento. Ha una vocazione ben chiara e definita nell’articolo 3 dello Statuto: “La difesa degli interessi economici, morali ed assistenziali, sia collettivi che individuali di tutti i lavoratori della categoria. Il miglioramento e l’elevazione dello stato morale e sociale del lavoratore realizzandone le legittime aspirazioni ed affermandone i diritti.