DAL 1948 CON I LAVORATORI DEL CREDITO

1948

19 Dicembre, in via Montenapoleone a Milano, dopo la “rottura” della CGL unitaria, nasce la FABI: la prima scelta coraggiosa di un gruppo di bancari provenienti da tutta Italia. E’ doveroso infatti ricordare che la costituzione di una forza sindacale, libera, autonoma, aconfessionale e indipendente era, per quei tempi, una scelta assai difficile.

1949

Questa è una data storica: è l’anno del 1° Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il settore del credito. La FABI conduce le trattative con Assicredito e firma da sola – come unica forza sindacale nazionale – l’accordo. Il C.C.N.L. del ’49 rappresenta il primo contratto “di tutti e per tutti” i bancari. E’ il primo momento in cui la categoria trova un’unità ideale ed un’equità di trattamento su tutto il territorio nazionale. Questo contratto realizza alcune conquiste e getta le basi per altre, ovvie per i nostri giorni, ma per niente scontate allora: parificazione salariale tra uomo e donna, adeguamento retributivo in base al costo della vita, settimana corta, inquadramento in relazione al titolo di studio, preavviso in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, mantenimento del posto di lavoro in caso di malattia, primi accantonamenti per la costituzione dei fondi pensioni.

1951

Ancora una volta da sola, la FABI conquista l’accordo sulla scala mobile realizzando nella pratica il principio accolto nel contratto del ’49.

1959

E’ da ricordare per la grande lotta, durata ben 19 giorni, condotta dai bancari per il rinnovo del C.C.N.L.. La lotta non produce risultati di rilievo, tuttavia costituisce un forte monito per il rinnovo contrattuale del ’62.

1962

Il C.C.N.L. del ’62 è da considerarsi come il miglior contratto siglato dalla FABI nel periodo compreso tra gli anni cinquanta e sessanta. 9% di aumento generalizzato, maggiori ferie, parificazione salariale effettiva tra uomo e donna, abbattimento delle differenze territoriali di contingenza. Sono questi i risultati qualificanti raggiunti, senza il minimo ricorso all’arma dello sciopero.

1968

L’aspetto più innovativo e positivo di questo contratto è, senza dubbio, l’introduzione della contrattazione integrativa aziendale o interaziendale. Per la FABI l’accordo unico e nazionale non è più sufficiente per i bisogni della categoria. D’ora in poi tutti i C.C.N.L. saranno seguiti da accordi locali, zona per zona, azienda per azienda.

1970

Il C.C.N.L. del ’70 contiene molti “salti di qualità” per i lavoratori del credito: riduzione dell’orario, abolizione delle “gabbie salariali” e possibilità di assemblee sul posto di lavoro. Tuttavia per la FABI questo contratto è da ricordare soprattutto per l’emergere delle prime riflessioni e proposte sul modo di lavorare, per l’organizzazione del lavoro, per gli automatismi di carriera e retributivi.

1973

Comincia con questo C.C.N.L. la fase di evoluzione del rapporto Sindacato/Azienda di Credito. Per la FABI significa l’impegno nella “gestione del contratto” ed altresì nella verifica semestrale in merito ad alcuni temi sindacali quali, ad esempio, organici, ritmi di lavoro e straordinari. Sembra questo l’anno del buon senso. L’impegno del sindacato nella gestione del contratto, ha determinato un risvolto sociale importante: la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro attraverso il solo confronto aziendale.

1974

La FABI entra a far parte della F.L.B. – Federazione Lavoratori Bancari – . E’ il patto organico con i sindacati confederali. L’unità di azione durerà fino al 1983.

1983

Il C.C.N.L. di quell’anno è da ricordare più per i danni evitati piuttosto che per le conquiste conseguite. In questi anni l’inflazione galoppa e non ci sono spazi politici e margini di manovra contrattuali. Tuttavia la categoria chiude il contratto con una riduzione di mezz’ora sull’orario settimanale di lavoro e aumenti salariali adeguati alle nuove professionalità.

1987

Nella FABI questo contratto è ricordato come “il contratto dello scambio o delle convenienze reciproche”. Qui il sindacato tiene largamente in conto sia le esigenze dei lavoratori, sia i cambiamenti normativi, tecnici ed organizzativi in atto nel settore. Lo sforzo di sintesi produce soluzioni positive: introduzione della categoria dei Quadri, riduzione di ulteriori 25 minuti sull’orario settimanale, miglioramenti salariali. Nell’agosto del 1987 la FABI aderisce alla FIET, l’organizzazione che raggruppa 317 sindacati di 100 paesi, in rappresentanza di circa 9 milioni di lavoratori.

1990

Il C.C.N.L. degli anni novanta si conclude con una significativa novità: l’allargamento dell’area contrattuale. L’ingresso nel credito di ampie fasce di lavoratori del settore finanziario, rinnova lo spirito di solidarietà proprio della categoria e, al tempo stesso, ne rafforza il ruolo politico all’interno della società. Oggi i bancari, insieme ai lavoratori del settore finanziario, formano una nuova e più forte categoria.

1991

E’ stato l’anno del rinnovo dei Contratti Integrativi Aziendali caratterizzati da un’importante novità: la contrattazione dei premi di produttività legati direttamente ai risultati dell’azienda. La soluzione raggiunta nel nostro settore diventa un punto di riferimento anche per i rinnovi contrattuali di altre categorie.