Pubblicato 29. giu, 2016 in News

Il 122° Consiglio Nazionale, udita la relazione introduttiva della Segreteria Nazionale, in nome e per conto del Comitato Direttivo Centrale,

l’approva

Il 122° Consiglio Nazionale Fabi evidenzia come la legittima espressione referendaria del popolo britannico mette gli altri Paesi europei di fronte a nuove responsabilità.

L’esito del referendum in Gran Bretagna pone noi tutti dinanzi ad un modello europeo oggi troppo incentrato sul rispetto di vincoli e regole sempre più stringenti e sul controllo dei deficit pubblici dei Paesi che ne fanno parte, generando di fatto la compressione di ogni forma di flessibilità.

I Delegati e le Delegate auspicano che questo momento costituisca un’opportunità storica per ridisegnare una politica europea, sociale ed economica, che favorisca lo sviluppo e la crescita come presupposti per una maggiore stabilità e lo sviluppo dell’occupazione.

La politica monetaria della Bce, con tassi vicini allo zero, influenza pesantemente i conti degli istituti di credito che faticano a generare sviluppo economico ed a contrastare la concorrenza di soggetti non regolamentati.

Il sistema bancario italiano in un contesto di grande turbolenza finanziaria risulta particolarmente esposto, pur in presenza di uno scenario sostanzialmente inalterato ed in linea con le richieste delle autorità di vigilanza.

L’accelerazione dello sviluppo tecnologico e della digitalizzazione dei servizi bancari costituisce una vera e propria rivoluzione industriale, che mina alle basi la sostenibilità dell’attuale modello di banca, con possibili gravi ricadute occupazionali.

Inoltre le crisi bancarie che si sono succedute in questi mesi hanno messo ulteriormente a dura prova la credibilità e la reputazione degli istituti di credito italiani, a causa di irresponsabili decisioni di taluni top manager e consiglieri delegati.

La Fabi ha più volte denunciato, anche attraverso i media, tali comportamenti, come quelli legati alle vendite sconsiderate di prodotti a rischio per i clienti; senza però che le autorità di vigilanza svolgessero tempestivamente ed efficacemente il loro dovere.

Il Consiglio Nazionale della Fabi ritiene improcrastinabile l’immediata apertura di una vertenza con ABI sul tema delle vendite responsabili e di un nuovo modello di banca, più rispettoso delle Lavoratrici e dei Lavoratori e più vicino ai Clienti, con la riqualificazione professionale e la individuazione di nuove attività.

I partecipanti al 122° Consiglio Nazionale della FABI denunciano il rigido atteggiamento di Federcasse: la riforma delle Bcc è argomento troppo importante perché una controparte arrogante ed irresponsabile si sottragga ad un confronto leale e condiviso per un nuovo contratto nazionale di settore.

La riforma del comparto delle Esattorie, non ancora completamente attuata, sembra già essere preda di una nuova revisione che – se attuata – stravolgerebbe le conquiste contrattuali e che come FABI siamo impegnati a contrastare, cosi come analogo impegno deve essere profuso per le problematiche inerenti a Riscossione Sicilia.

Il Consiglio Nazionale Fabi plaude alla sottoscrizione del testo unico del CCNL Dirigenti ABI, nel quale la nostra organizzazione ha esercitato un ruolo centrale e determinante, raggiungendo la firma a pieno titolo dei patti di lavoro di tutta la Categoria.

Le imminenti rivisitazioni dei Piani Industriali e le prossime operazioni societarie delle Banche Popolari prefigurano uno scenario estremamente complesso, in cui la contrattazione nazionale di settore rappresenta un importante baluardo per la difesa dei Lavoratori e delle Lavoratrici del Credito.

Il 122° Consiglio Nazionale invita quindi tutte le strutture federali, ad ogni livello, a rafforzare l’attenzione sul più efficace coordinamento tra l’attività e le regole stabilite a livello nazionale e quelle da rinegoziare nei gruppi e nelle singole aziende di credito.

Una controparte che intendesse approfittare di questo momento per introdurre elementi di rottura all’interno del settore, come i licenziamenti, troverebbe la strenua e risoluta opposizione di tutta la FABI e dell’intera Categoria.

I Delegati e le Delegate sottolineano come occorra puntare sugli strumenti a disposizione del settore, volontari e concordati con il sindacato a livello aziendale e di gruppo, per continuare su un percorso di coinvolgimento delle Lavoratrici e dei Lavoratori bancari, che da sempre – in prima linea – profondono impegno ed abnegazione.

Roma, 28 giugno 2016

Mozione conclusiva
OdG Pensionati Esodati
OdG

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