Pubblicato 05. Mar, 2015 in BCC, News

 

COMUNICATO

Le Lavoratrici e i Lavoratori del Credito Cooperativo con lo sciopero e dalle piazze si sono fatti sentire ….
Lo sciopero ha funzionato! Le adesioni hanno registrato punte del 97% – Dopo 15 anni Federcasse interrompe la pace sociale.

Le Lavoratrici e i Lavoratori del Credito Cooperativo hanno risposto così a Federcasse e hanno scioperato in modo quasi plebiscitario per difendere il Contratto Nazionale di Lavoro: oltre il 90% degli sportelli chiusi in tutte le regioni, e una forte e convinta partecipazione alle manifestazioni organizzate in tutta Italia, con oltre 2.500 lavoratori in piazza.

La mobilitazione compatta, dopo 15 anni di pace sociale, nell’intero sistema del Credito Cooperativo, è un inequivocabile segnale mandato a Federcasse, che pretende di azzerare i contratti di lavoro e cancellare in un solo colpo tutti i diritti conquistati negli oltre cinquant’anni anni intercorsi di proficue relazioni industriali.

Con lo sciopero nazionale del 2 marzo, e quelli ulteriori regionali di Lombardia e Toscana del 3 marzo, le Lavoratrici e i Lavoratori del Credito Cooperativo hanno opposto, all’arroganza di Federcasse, la dignità del proprio lavoro e la determinazione che il nuovo modello di autoriforma del sistema non debba scaricarsi e far pagare a tutti i Lavoratori responsabilità che sicuramente non hanno.

Responsabilità che vanno piuttosto ricercate nella criticità degli assetti di Governance, che hanno portato il sistema del Credito Cooperativo all’attuale difficile situazione. E’ giunto ormai il tempo che Federcasse cambi atteggiamento e riveda le proprie posizioni. Federcasse revochi la disapplicazione dei contratti e prenda il buono esempio da molte BCC, che hanno deliberato l’ultra attività dei patti di lavoro fino al nuovo rinnovo, riprendendo così un serio confronto, finalizzato al rinnovo del CCNL, il quale era ed è tuttora strumento centrale e insostituibile per un percorso di rafforzamento e di messa in sicurezza dell’intero sistema del Credito Cooperativo.

In assenza di un chiaro segnale di apertura di un confronto libero da condizionamenti, fondata su dati verificabili e misurabili, la strada obbligata è quella di programmare nuove azioni di lotta a tutela dei diritti e della dignità delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.

Roma, 04 marzo 2015

LE SEGRETERIE NAZIONALI

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