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«CONFLITTO D’INTERESSI, IMPRENDITORI E INDUSTRIALI FUORI DAI CDA DELLE BANCHE»

È uno dei passaggi più rilevanti dell’audizione che il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha svolto oggi, dinanzi le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera dei deputai.

 

«Bisogna accelerare l’introduzione di una legge che regoli il conflitto d’interesse: serve una legge sul conflitto di interessi in banca, per impedire la presenza di imprenditori e industriali nei cda di istituti in cui hanno affidamenti e conti correnti. Gli scandali delle due banche venete e delle quattro ex “bridge bank” su questo particolare argomento non hanno purtroppo insegnato niente e, al riguardo, sarebbe opportuno che quegli industriali o imprenditori che oggi ululano alla luna per difendere la propria banca locale, utilizzando come scudo un argomento a loro sconosciuto, - la difesa dei posti di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori - riportino i loro importanti fondi accumulati all’estero, investendoli nelle loro attività, senza utilizzare le garanzie di Stato che devono servire per le aziende sane o in difficoltà a causa del Coronavirus e della conseguente crisi economica. Sto parlando di 100-200 miliardi di euro che alcuni imprenditori industriali hanno portato all’estero e, per difendere i loro importanti ed elevatissimi affidamenti bancari, non esitano sfacciatamente ad utilizzare argomenti come la difesa del territorio e dei posti di lavoro. Pur di difendere i loro inappropriati affidamenti bancari, sono pronti a tutto, anche ad apparire come quello che non sono mai stati».

È uno dei passaggi più rilevanti dell’audizione che il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha svolto oggi, dinanzi le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera dei deputai.

 

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