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Si è svolto oggi a Milano presso la sede di UBI Banca in Corso Europa 20 un presidio contro le annunciate esternalizzazioni. 

“Oggi 100 persone, domani?” si chiedono i lavoratori di UBI durante la mobilitazione che li ha visti coinvolti a Milano, e anche a Bergamo, Brescia, Cuneo, Pesaro, Jesi, Bari e Chieti.

La protesta, infatti, è stata organizzata contro l’esternalizzazione di un centinaio di persone alle società Accenture Service e BCube.

 

 

 

 

Venerdì 13 settembre le organizzazioni sindacali preparano iniziative nelle otto piazze colpite dalle cessioni

Mobilitazione con presidi e assemblee, venerdì 13 settembre, della Fabi e delle altre organizzazioni sindacali del gruppo Ubi Banca contro le esternalizzazioni deliberate dal gruppo. A Milano sarà dalle ore 8 alle ore 10 davanti la sede di Ubi Banca in Corso Europa 20.

Si terranno, infatti, iniziative per manifestare contemporaneamente nelle piazze colpite dalle cessioni: Bergamo, Brescia, Bari, Cuneo, Chieti, Pesaro, Jesi e Milano. All’iniziativa si stanno aggiungendo altre città dove la questione esternalizzazioni è particolarmente sentita.

 “Le organizzazioni sindacali del gruppo Ubi stanno organizzando un’importante iniziativa su tutte le otto piazze coinvolte dalla delibera di esternalizzazione” ha commentato il coordinatore Fabi gruppo Ubi Banca, Paolo Citterio “si tratta di un segnale forte e chiaro che parte dai lavoratori del gruppo preoccupati per le strategie aziendali. Deliberare un’esternalizzazione proprio in questo momento di rinnovo del contratto nazionale, nel quale la tenuta dell’area contrattuale è l’obiettivo principale, merita una risposta immediata.”

Guarda l'intervento di Giuseppe Milazzo su RAI 3 al tg regionale Lombardia in data 21/08/2019 dove parla del delle prossime azioni della FABI in ambito di contratto nazionale.

UNICREDIT: SILEONI (FABI), MUSTIER GIÙ LA MASCHERA, SERVE UN IMPEGNO SERIO CHE GRUPPO RESTI A BARICENTRO ITALIANO 

Roma, 7 agosto 2019. «Per la prima volta siamo d’accordo con Jean Pierre Mustier, quando afferma che ogni anno nel gruppo Unicredit c’è un turn over naturale di 2.500 naturali uscite di personale: vuol dire che dai futuri tagli inseriti nel piano industriale andranno sottratte proprio le uscite con turn over. Fino a oggi non è stato così. In ogni caso, siccome è ospite nel territorio italiano, Mustier deve prendersi un impegno serio con i lavoratori, con la clientela e con le forze politiche che Unicredit rimarrà a baricentro italiano. Inoltre, il signor Mustier parla di “speculazioni”, ma dovrebbe avere ben chiaro che i veri speculatori sono quelli che non ci mettono la faccia, manovrano da dietro, ma finanziano le varie operazioni di aumento di capitale. Le vere speculazioni sono i barbari tagli del personale per arrivare a utili e dividendi importanti per gli azionisti. Il fondo esuberi di settore è una conquista sindacale del 1999 e, a quell'epoca, Mustier non gestiva il gruppo Unicredit. Le uscite di personale “socialmente responsabili” sono una conquista del sindacato unitario. In Europa il 70 per cento degli oltre 400.000 posti di lavoro in meno sono licenziamenti. Ci dica Mustier se in Europa il gruppo Unicredit licenzierà». Lo afferma il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commentando la relazione semestrale del gruppo Unicredit e le dichiarazioni dell’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier.

Roma, 31 luglio 2019.

"Siamo pronti ad andare a manifestare in Francia sotto l'Eliseo, a Parigi. Se l'amministratore delegato di Unicredit, il francese Jean Pierre Mustier, andrà avanti con il piano industriale da 10.000 esuberi, porteremo il caso direttamente all'attenzione del presidente della Repubblica di Francia, Emmanuel Macron." 

Lo ha annunciato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, nel corso di un videoforum sul Sole24Ore.com.

Il cambiamento è arrivato, il nuovo sito internet di FABI Milano è da oggi online.

La piattaforma si è rifatta il look ma non solo, tante informazioni utili e tutte facilmente consultabili; dai servizi offerti agli iscritti, alle convenzioni in atto, passando dalla raccolta della contrattualistica alle news per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità.

Non ti resta che navigare e scoprire tutti i cambiamenti!

I lavoratori di DoBank in piazza

Il Sab di Milano a sostegno dei lavoratori di DoBank che questa mattina sono scesi in piazza In tutta Italia per manifestare e richiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari, mantenimento dell’area contrattuale e dei livelli occupazionali. Immagini del presidio di Piazza Cordusio a Milano.

L’allarme Fabi sui pericoli derivanti dalle massicce cessioni di sofferenze e crediti deteriorati da parte delle banche: fenomeno che vale 360 miliardi di euro e riguarda oltre 1,2 milioni di soggetti, sia cittadini sia aziende. Il segretario generale Sileoni: «Ignorati gli aspetti sociali legati alle operazioni finanziarie attuate per far quadrare i bilanci, ora il governo deve intervenire a stretto giro con una legge ad hoc»

 

Ieri Mf Milano Finanza ha intervistato il segretario generale Fabi, Lando Maria Sileoni  alla vigilia dell’incontro per l’avvio del negoziato sul rinnovo del Ccnl.

Leggi qui sul sito nazionale il testo integrale:

http://www.fabi.it/2019/06/11/abi-non-ha-una-linea-sul-contratto/

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Roma, 31 luglio 2019.

"Siamo pronti ad andare a manifestare in Francia sotto l'Eliseo, a Parigi. Se l'amministratore delegato di Unicredit, il francese Jean Pierre Mustier, andrà avanti con il piano industriale da 10.000 esuberi, porteremo il caso direttamente all'attenzione del presidente della Repubblica di Francia, Emmanuel Macron." 

Lo ha annunciato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, nel corso di un videoforum sul Sole24Ore.com.

L’allarme Fabi sui pericoli derivanti dalle massicce cessioni di sofferenze e crediti deteriorati da parte delle banche: fenomeno che vale 360 miliardi di euro e riguarda oltre 1,2 milioni di soggetti, sia cittadini sia aziende. Il segretario generale Sileoni: «Ignorati gli aspetti sociali legati alle operazioni finanziarie attuate per far quadrare i bilanci, ora il governo deve intervenire a stretto giro con una legge ad hoc»

 

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